Commercianti di sogni

Video per Converso sulla storia di Paul Campani, disegnatore geniale che fondò una casa di produzione di cartone animati quando in Italia i cartoni non li sapeva fare nessuno o quasi. Dopo un decennio di fortuna però inizia la crisi, una crisi dalla quale non è più uscito.

Qui il reportage completo.

Cento milioni

poker

Era la terza volta che suonava, ma il vecchio non aveva aperto. In casa c’era, di questo era sicuro. Normalmente se ne sarebbe andato. Una croce nella casella “cliente non reperibile” e chi se ne frega. Ma questa volta decise di insistere. Suonò una quarta volta e si guardò intorno.

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Fiume verticale

Video che ho fatto con Enrico Ruggeri, Luca Barachetti e Michele Gazich. E’ una performance con 8 ventilatori che suonavano 8 chitarre, più il testo visionario e apocalittico di Barachetti e il violino di Gazich. Il video voleva essere allo stesso tempo freddo, clinico e sul punto di cedere da un momento all’altro.

Il barbiere

Mio servizio (testo + video) per Note Modenesi su un barbiere che lavora da 65 anni nel centro di Modena. In realtà ad attirarmi sono state le luci colorate della vetrina… Poi ho scoperto che c’era dietro un mondo interessante e ho conosciuto lui e alcuni dei suoi clienti. Qui l’articolo intero.

Adiosu

Adiosu è un cortometraggio nato su Sardegna Abbandonata.

Adiosu from batisfera on Vimeo.

Anno: 2013 Durata: 25 minuti

Un film di Martino Pinna, riprese Alessandro Violi e Martino Pinna, montaggio Davide Lombardi, voce Gabriele Pibiri, musiche di E.Ruggeri

E’ stato prodotto in modo indipendente tramite una raccolta fondi su Produzioni dal Basso ed è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 3.0 Italia (CC BY-NC 3.0 IT). Questo significa che chiunque può vederlo, scaricarlo, riprodurlo (anche in pubblico) e modificarlo.

Altre informazioni qui: http://www.sardegnaabbandonata.it/il-film/

La tigre

tigre

Superato il cavalcavia del porto industriale ci si trovava improvvisamente in una distesa infinita di campi, stagni e stradine sterrate. Non c’era un allontanamento progressivo: era come uscire dalle mura di una città medievale e trovarsi subito fuori dalla civiltà, nell’aperta campagna, lontani da tutto, in una grande piattaforma grigia attraversata da canali di scolo e tralicci dell’alta tensione.

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