Certo, due mesi dal primo post fanno pensare all’ennesimo blocco, che non a caso era proprio l’argomento di quel primo post. E invece no, nessun blocco. A volte è utile fermarsi comunque, per ragionare, per prendere le misure e vedere le cose con più calma. Come dice il maestro zen: bisogna dimenticarsi dell’obiettivo. E due mesi forse sono un tempo ragionevolmente giusto per dimenticarsi degli obiettivi iniziali e magari riuscire perfino a raggiungerli. E dato che all’orizzonte si staglia minacciosa una grossa mole di lavoro, è probabile che a questo post seguiranno altri due mesi di silenzio, per cui approfittiamone e pubblichiamolo finché possiamo.
Il problema della densità
Nella maggior parte delle guide SEO per neofiti troverete un capitoletto sulla famigerata densità delle parole chiave, cioè la frequenza con la quale determinate parole si ripetono nel testo di una pagina web. Alcuni siti consigliano delle percentuali da non superare, altri perfino dei numeri precisi da rispettare e parlano di “densità ottimale”. Ma qual è il trucco per scrivere dei buoni testi SEO rispettando la giusta densità?
Risposta veloce: nessuno, lasciate perdere la densità, basta scrivere bene, nel modo più naturale possibile. Segue la risposta lunga con alcuni esempi.
La risposta lunga. Primo: cos’è un testo SEO?
Si tratta semplicemente di testi per il web scritti nel miglior modo possibile, tenendo conto dell’argomento trattato, della leggibilità e del corretto utilizzo dei tag HTML. Nonostante le continue evoluzioni nel mondo di Internet e delle strategie di vendita per il mercato (la parola con la M), l’importanza delle parole non sembra diminuire e la scelta delle parole chiave giuste è ancora una delle priorità nel lancio di un sito.
Secondo: ricorda la densità, ma soprattutto dimenticala
In molte guide SEO troverete un capitoletto sulla famigerata densità delle parole chiave, cioè la frequenza con la quale determinate parole si ripetono nel testo di una pagina web. Alcuni siti consigliano delle percentuali da non superare, altri perfino dei numeri precisi da rispettare e parlano di “densità ottimale”. Ma dire “Ricordati di ripetere la keyword!” è un po’ come dire “ricordati di mettere la panna” a una persona che sta cucinando una torta alla panna: non ce n’è bisogno, dato che è esattamente quello che sta facendo, e la panna ce la metterà comunque. Il vero trucco quindi è scrivere nel modo più naturale possibile, concentrandosi sull’argomento di cui si sta trattando, lasciando perdere la densità.
Noi crediamo nella sinonimia
Il punto è questo: non c’è bisogno dell’algoritmo di un motore di ricerca o di un misuratore di densità di parole chiave per capire che un testo con troppe ripetizioni fa schifo e risulterà illeggibile. Diciamo che è sufficiente aver superato con successo le scuole elementari. Quindi evita di fare keyword stuffing, cioè utilizzare parole chiave in eccesso, e usa invece sinonimi e pronomi, sempre tenendo conto dell’argomento principale della pagina. Il dizionario dei sinonimi e contrari è tuo amico.
Non scrivere troppo, ma neanche troppo poco
E’ vero che il web è diverso dalla carta stampata, ma questa non dev’essere una scusa per limitarsi a scrivere poche righe. La sintesi è un dono raro: la maggior parte delle volte capita di trovare semplicemente dei testi troppo corti, senza un vero contenuto. Almeno in una prima stesura quindi si può anche essere prolissi e verbosi: insomma lasciati andare, scrivi tutto quello che pensi di dover scrivere, al massimo taglierai dopo, oppure, ancora meglio, paragrafi superflui potranno diventare articoli futuri (cioè non si butta via niente). In sintesi: non scrivere troppo, ma soprattutto non scrivere troppo poco.
Consiglio definitivo: pensa agli esseri umani
Nonostante alcuni di noi si siano avvicinati a Internet proprio perchè amavano più le macchine che le persone, il problema, ridotto ai minimi termini, fino alla sua scarna e dolorosa essenzialità, resta questo: bisogna piacere alla gente. Per cui quando si scrive non bisogna pensare al motore di ricerca, che dopotutto non è altro che un semplice strumento in mano alle persone: bisogna piuttosto pensare agli esseri umani, a quello che credono, ai sentimenti che provano e alle parole che potrebbero usare.

Tag cloud dei testi dei Beatles (fonte). Tre parole: baby, girl e soprattutto love. Da segnalare anche la tag cloud del film Il Grande Lebowski.
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